DIRITTI D'AUTORE

Salve, amici, siate i benvenuti nel mio spazio personale in cui prendono forma le passioni che alimentano la mia vita.
Questo blog non è una testata giornalistica, né viene aggiornato con periodicità predefinita. Ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non è un prodotto editoriale. E' vietato, quindi, l'utilizzo di testi, o parti di essi, ivi presenti. Se ci fossero su siti di opinioni on line, come Ciao.it, Dooyoo.it e Overblog, è solo perché io sono l'autrice. Pertanto, posso deciderne l'utilizzo e la pubblicazione anche altrove. Grazie per l'osservanza di questa regola.

mercoledì 30 aprile 2008

Le sei cose che mi piace fare di più

Ecco, ci risiamo! Lo sapevo che sarei stata "incastrata" un'altra volta! :-D Prima da Gisella che, sapendo che sono una cantante mi ha lanciato il meme musicale, che non ho ancora pubblicato a causa di disguidi con i links dei video, e ora tu, Loris!
Accetto anche questo perchè siete due tra i più cari e vecchi amici del web, ma Gisella non me ne voglia se rispondo prima a questo Meme, arrivato dopo il suo: il fatto è che è più semplice e sbrigativo e con quello che ho avuto da fare in questi ultimi tempi e l'infiammazione agli occhi, per impegni di studio e lavoro, che mi hanno letteralmente costretta a non staccarmi dal pc per giorni interi, mi portano a non scervellarmi oltre, quindi diamo spazio, ora, al tuo meme, caro Loris.
Allora, cos'hai detto che si mette per primo? Ah, si, il link di chi ti invita... dunque metto il tuo. Ok, eccolo qui:

Signore e signori, ho il privilegio di presentarvi, in anteprima, il Re dei nostri Bloggers, il più prolifico nei posts, quello che ci fa fare tutti verdi d'invidia per ciò che scrive, per come scrive e per quanto pubblica, oltre che per il tempo che ha a disposizione (questo è un fatto personale, però :-D).
Ecco a voi,

MONSIEUR SAUVAGE! http://sauvage27.blogspot.com

Adesso, scherzi a parte, sono stata proprio onorata di essere invitata, da te, a continuare questo "meme" (che neanch'io so cosa voglia dire). Perciò, per continuare a fare il mio dovere. dovrei fare il copia-incolla di quello che hai riportato, come tutti noi invitati. Ok, procediamo.

Dopo aver rivelato il blogger che mi ha invitato dovrei elencare il regolamento.
Eccolo qui sotto.

"Si tratta di scrivere le sei cose che ti piacciono fare, seguendo queste regole al fine di partecipare:

- indicare il blog che vi ha nominato e linkarlo (già fatto sopra, o lo devo riscrivere?);

- inserire le regole di svolgimento (sono queste);

- scrivere sei cose che vi piace fare (lo faccio tra poco);

- nominare altre sei persone affinché proseguano il Meme (idem con patate);

- lasciare un commento sul blog dei sei prescelti amici 'memati'".

Ok, procedamus.

Quali sono le cose che mi piace fare di più? Boh! Fammi pensare... Ok, ci sono. Eccole qui.

1) Mi piace cantare, perchè sono stata una cantate di professione. Sono un soprano lirico-leggero, ma ho prevalentemente cantato musica leggera.
I miei generi e cantanti preferiti? Barbra Streisand, Abba, Mario Biondi, il jazz, il soul , il blues, la brasiliana... insomma, mi riescono meglio questi generi!


2) Mi piace il mio lavoro d'insegnante perchè mi ha dato tante gratificazioni, nonostante sia ancora alle prime armi. E, a detta di genitori e alunni, è proprio il mio "mestiere". Io ci aggiungo, insieme alla musica!
E poi perchè mi fa stare in mezzo alla gente, mi fa fare delle gite all'aria aperta, in posti sempre piuttosto interessanti e mi sottopone ad un salutare confronto professionale.
E' un lavoro che potrei fare in qualsiasi parte del mondo: lo amerei sempre con la stessa intensità.

3) Mi piace scrivere! Uuuhh, quanto! Sono una vera e propria grafomane! Infatti, non ne ho risentito per niente quando, in occasione di questa seconda laurea, l'università mi ha obbligata a scrivere due relazioni su libri didattici! Le cartelle avrebbero dovuto essere al massimo cinque, ma io ne ho fatte venire sempre qualcuna in più! :-)))

4) Mi piace leggere. Ho una marea di libri in casa. Molti di questi volumi sono però in letargo per mancanza di tempo.
Il problema, però, non è il suddetto letargo, quanto la mancanza di spazio! Tra un po' dovrò uscire fuori io per far spazio ai miei volumi.
A questi si continuano ad aggiungere i libri di università e quelli della prossima cosa che mi piace.
In più, c'è la mia passione per la letteratura cinese. In pratica, ho una parte della libreria dedicata solo a questa branca qui.

5) Mi piace la psicoanalisi, la psicologia, in genere, e la storia, o meglio, la ricerca comparativa di fonti come quella su personaggi importanti tipo Elisabetta I e suo padre, Enrico VIII Tudor; nonchè la ricerca psicopedagogica sul campo, un po' come la ricerca-azione, appassionante e coinvolgente!

6) Mi piace fantasticare la mattina, prima di alzarmi per andare a lavoro, su cose che so solo io.
No coment, please!

Ecco, Loris, io ho finito. Ora lancio la palla ad altri amici. Spero che vogliano accogliere il mio "meme". Naturalmente non sono obbligati a farlo.
Pensiamo a chi prendere in considerazione.
Avrei pensato di coinvolgere:

1) Caramon de: http://paradisodeidannati.blogspot.com


2) Susy de: http://perfilo.blogspot.com/

3) Andrea Giattini de: http://www.terra-marique.net/

4) Donnigiò de: http://www.apassoduomo.splinder.com/ (simpatico collega musicale)
(non capiscocome mai non parte il collegamento del link al suo blog)

5) Cristina (una seria e competente collega scolastica) de:

http://che-avventura.blogspot.com/ (non capisco perchè non si sposti su il link!)


6) Ivo Salvini de: http://alla-ricerca-del-paradiso-perduto.blogspot.com/

l'ultimo amico blogger che mi ha invitato a fare scambio link, e per di più, sorprendentemente, un simpatico competente e scanzonato collega scolastico...o universitario?

Bene, Loris, io ho terminato. Ora mi dirigo in ognuno di questi blog che ho elencato, sperando che accettino il mio invito. Poi sceglieranno loro chi "memare" (qualcuno mi spiega che significa meme?).

Grazie e buona serata a tutti.

Maestra Lena

venerdì 25 aprile 2008

La lettera di Yong

Inauguro, con questo post, una nuova sezione riguardante estratti dei libri che ho letto, non necessariamente presentati e commentati qui.

Inizierò, però, da uno che qui è presente e a cui sono particolarmente legata, per vari motivi, uno dei quali è la bellezza e l'intimità delle parole usate, dalla scrittrice, perchè capaci di dar voce ai sentimenti più profondi che ognuno di noi ha dentro di sé.
Si tratta di FIN CHE VERRA' IL MATTINO di Han Suyin, la scrittrice cino-belga più facilmente conosciuta per essere l'autrice di L'AMORE E' UNA COSA MERAVIGLIOSA, lo stupendo libro auto
biografico, in cui narra uno degli episodi più belli della sua vita: l'incontro con l'amore che la segnò per sempre.

L'estratto, invece, di FIN CHE VERRA' IL MATTINO è una lettera ch
e il protagonista maschile, Yong, scrive alla sua amata Stephanie.
Notate quanta delicatezza regna in queste parole:

"Neve di Primavera,

improvviso e incantevole come un turbine di petali di fiori,
il tempo è un uccellino che ripete il tuo nome per tutto il giorno.
Qui fa freddo, ma nel silenzio sento la tua risata che mi riscalda.

Non posso dirti nulla, né dove sono né cosa faccio...

Perciò ti scrivo e la distanza svanisce...
La mia lettera è una conchiglia che mormora il tuo nome con la la voce del mare:
Stephanie. Neve di primavera. Stephanie, la marea che canta.
Tutti gli uomini devono misurare la loro vita tramite qualcosa che li trascende:
alcuni la misurano con gli anni che passano, come se guardassero avvicinarsi il momento del loro dissolversi.
Altri erigono monumenti che commemorano le loro azioni e quelle di altri uomini. Ma

Io misuro la mia vita grazie alla tua presenza,
che l'assenza non può sottrarmi.

Sapere che tu esisti è una grazia incessante,
luminosa come un nuovo mattino.

E io sono felice per l'eternità" (pag. 223).

Queste ultime, sono le parole a cui sono più affezionata, perchè legate ad una persona che è stata e mi è molto cara...

Alla prossima.

sabato 12 aprile 2008

UNA SASSENACH NELLE HIGHLANDS

I libri di questa saga, che in Italia, per il momento, non sono stati tradotti tutti, in realtà sono già 6-7; l'ultimo, in ordine di pubblicazione, so che è venuto fuori in USA a settembre 2007. E, per annuncio dell'autrice stessa, ci resterà da aspettare solo un altro che sta scrivendo e che concluderà, l'appassionante saga di Jamie e Claire.

ESPERIENZA PERSONALE
Quando ho visto La Straniera e il 2° vol. L'Amuleto d'Ambra in libreria restai affascinata dalla trama intrigan
te e avventurosa, che univa il romance al fantasy, ma non li consideravo altro che dei romanzi leggeri da leggere quando hai la mente stanca. Così aspettai un pò per leggerli e, nel frattempo, uscito anche il 3° vol. (Il Ritorno), che completa l'Amuleto d'ambra, lo comperai in attesa di essere un pò più stressata e più disponibile per quel genere di lettura che ritenevo fossero i romanzi della Gabaldon, non essendo io né più un'adolescente, né particolarmente amante del romance.
Non mi aspettavo però assolutamente niente di quello sconvolgimento che procura la lettura di questi libri, per cui mi accinsi a leggere con una certa incoscienza LA STRANIERA, inconsapevole del profondo coinvolgimento e della trasformazione che mi avrebbe assalita.

TRAMA
1945. La seconda guerra mondiale è appena finita, Claire Beauchamp si riunisce al marito Frank Randall, insigne storico e prof. universitario appassionato di storia scozzese del 700. Insieme si recano appunto in Scozia per le ricerche di lui e del suo albero genealogico approfittandone anche per fare una seconda luna di miele.
Sono sposati da otto anni, ma saranno stati insieme si e no un anno all'inizio.
Entrambi sono inglesi.
La ricerca di Fra
nk sui suoi antenati li ha portati a Inverness e al capitano Jonathan Wolveric Randall, altrimenti detto Black Jack Randall, ritenuto un eroe essendo morto sul campo di Culloden nel 1743, durante la battaglia degli highlanders contro l'Inghilterra, dopo il ripudio e l'esilio di Giacomo II Stuart e dei suoi eredi, in particolare del primo Charles, erede al trono, in favore di un cugino del ramo tedesco della casa reale degli Hannover, Giorgio I.
Claire, che dal canto suo trova noiosissima la mania del marito per i suoi avi, appassionata di botanica e di erbe mediche (come l'autrice, che era insegnante universitaria di questa materia), in compagnia di un vecchio signore di Inverness si reca sulla collina dei Craigh na Dun, dove resiste ancora un cerchio di pietre (dolmen) antichissime, entro il quale si svolgevano riti pagani e, altrimenti conosciuto, ancora nel 1945, come la collina delle fate.
La mattina seguente si reca ancora col marito ad assistere, nascosta, ad uno dei rituali pagani che si svolgono
tra le donne del luogo, le fate appunto.
In seguito, sempre di mattina, ci andrà da
sola per raccogliere le famose erbe e, incuriosita da ciò che ha visto fare dalle fate, si reca al centro del cerchio. Attratta da alcuni suoni, per capirne la provenienza, si avvicina ad uno degli enormi blocchi di pietra, che presenta, però, a differenza degli altri, una spaccatura. Vi entra e, all'improvviso si sente travolgere da una forza magnetica irresistibile e da un vortice velocissimo, di forze e suoni confusi che la fa girare e perdere i sensi.
Quando si ri
sveglierà sarà già buio e si ritroverà più giù della sommità della collina.

STRANE INCONGRUENZE

Strada facendo, i
mpensierita per l'ora e per la preoccupazione procurata a Frank per la sua assenza involontaria, si imbatte proprio in lui, o per lo meno quello che crede essere lui, ma stranamente abbigliato: in giubba rossa e stivali neri, più simile ad un costume carnevalesco che ad abiti del '45. Infatti, quella è la divisa dei dragoni dell'esercito di sua maestà britannica Giorgio I.
Quando Claire chiede a Frank perchè è vestito così e se lui è stato in pensiero per lei, l'individuo, compitamente, le risponde sorpreso che non capisce di cosa stia parlando e come mai continua a chiamarlo Frank, e che nella sua famiglia non c'è nessuno con questo nome, ha solo qualche amico e non ha mai avuto l'onore di conoscerla. Perciò Claire, un pò infastidita e sgomenta, nota che lo sguardo dell'uomo, somigliante molto a Frank, non è mite e affabile come ricorda, ma crudele e astuto; per cui gli chiede qual è il suo nome. "Capitano Jonathan Wolveric Randall, dell'esercito di sua maestà britannica", risponde. Potete immaginare a quella risposta Claire come si sia potuta sentire. E, abbigliata con un vestitino corto e senza maniche, vien
e scambiata dal capitano per una prostituta in fuga, anche se lui non riesce a spiegarsi il motivo e la provenienza visto che dall'accento è chiaramente inglese nonostante parli in un modo strano. Cerca perciò di approfittare di lei. Ma all'improvviso Claire sente abbattersi sulla sua povera testa qualcosa di pesante e perde di nuovo i sensi. Quando rinverrà si troverà in mezzo ad una ventina di highlanders con tanto di kilt e spade che la sommergono di domande di tutti i generi. Alla fine, il gruppo conclude, pur non dandolo a vedere a vedere a lei, che a causa del suo aspetto curato e pulito e da come parla non è una prostituta, nonostante lo strano abbigliamento. E' sicuramente una spia infiltrata degli inglesi in fuga chissà da che.
Non sapendo che farsene di lei gli highlanders se la portano dietro e giungono a cavallo (non c'è traccia di auto, né di quella che Claire aveva parcheggiato nelle vicinanze) in una casupola, ai piedi della collina, dove troveranno il resto dei loro uomini.

Claire, strada facendo è sempre più stupita: è si ancora nei pressi di Craigh na Dun come quando si era recata quella mattina, ma non vede più le luci elettriche che distinguevano l'esistenza di Inverness in lontananza, adesso è tutto buio. Possibile che ci sia stato un improvviso black out? Il suo stupore poi aumenta maggiormente di fronte agli highlanders vestiti col kilt, cosa che ormai nel 1945 fanno solo per folklore; e quando entra nella casupola resta addirittura senza parole perchè vede, oltre ad altri highlanders che tracannano wiskhy come fosse acqua, una ragazza sudicia e vestita in uno strano modo: con una gonna lunga fin oltre i piedi e i capelli coperti da una cuffia come quelle che si usavano secoli prima.
Claire capisce dai discorsi degli uomini, mezzi in inglese e mezzi in gaelico, che devono andar via da lì al più presto perchè gli inglesi sono sulle loro tr
acce, ma che non sanno che pesci prendere a causa di un giovane che mostra un braccio lussato e dalla smorfia di dolore impressa sul viso sembra fargli piuttosto male. Si deduce, pertanto, che non può certo cavalcare e tenere le briglie. Così gli uomini, in particolare uno alto chiamato Dugal, forse il capo, sembra dispiacersi più degli altri per il giovane, e tenta di rimettergli a posto il braccio, ma con l'effetto opposto di rischiare di spezzarglielo e complicare maggiormente le cose.
Dopo diversi tentativi da parte di alcuni degli uomini presenti, Claire, indignata, intima a tutti di smettere di torturare quel povero ragazzo perchè lei
sa come metterglielo a posto: è il suo lavoro! Il giovane di nome Jamie la guarda finalmente speranzoso e la lascia tentare, questa volta con successo. E, grato, le rivolge un sorriso esclamando che adesso gli fa già meno male.
Questo gesto le procura però un altro sopetto: la stregoneria.

JAMIE

Quando Claire ha visto Jamie per la prima volta non ha avuto nessuna sensazione particolare. E' bello certo, molto più alto di Dugal, rosso di capelli, dagli occhi di un intenso azzurro e con un volto gioviale e simpatico. Ma niente di più.
Grazie al suo intervento gli highlanders possono rimettersi in viaggio e Claire viene caricata sul cavallo di Jamie, davanti a lui.

Strada facendo con il suo compagno la donna scambia poche parole e giunta a destinazione, il castello di Leoch, nota con sgomento ancora un particolare dissonante col xx secolo: il castello non è un ammasso informe di rovine, come lo ricordava lei, ma un edificio abitato e ben tenuto.
Il padrone di casa è Colum MacKenzie, capo del clan MacKenzie, appunto, fratello di Dugal e zio materno di Jamie. Soffre di una malattia rara, la sindrome di Tolouse-Lautrec, che gli fa rapidamente perdere l'uso delle gambe e deteriora ossa e muscoli né permette di generar figli. Claire lo sa perchè lo ha studiato quando è diventata infermiera.
Pur essendo accolta bene però è sempre guardata con diffidenza. E' a Leoch che la poverina scoprirà che i suoi orribili sospetti sono invece realtà: è proprio nel 700, anzi nel 1743, due secoli prima circa del tempo che si è lasciata alle spalle.
Disperata si chiede che fine avrà fatto Frank e che cosa avrà pensato non vedendola più...

Poco tempo dopo, essendo inglese e sospettata di essere una spia ma al contempo ricercata dagli inglesi che la credono a loro volta, una spia degli scozzesi o dei francesi, Dugal la costringe a sposarsi con uno scozzese, così acquisita la cittadinanza scozzese non dovrà più preoccuparsi.
La scelta ricade sul giovane Jamie che, pur essendo ambito da molte, Claire non vuole sposare perchè ha sempre in mente di tornare nel suo secolo da Frank, che ama. Ma l'inevitabile si realizza e Claire diventa la moglie di James Fraser, che sembra tutt'altro che scontento di quel matrimonio.
Gli sposi vanno d'accordo e consumano in piena comunione la loro prima notte di nozze, facendosi prima una promessa: essere sempre sinceri l'uno con l'altro e portarsi sempre rispet
to.
Quando la notizia si diffonde non tutti vedono di buon occhio la nuova unione. Infatti, una sedicenne di nome Laoghaire, innamoratissima di Jamie, tende un tranello a Claire, in assenza di Jamie, che la vedrà in carcere e accusata dall'inquisizione di stregoneria, insieme ad un'altra presunta strega, diventata nel frattempo sua amica.
Jamie, avvertito in tempo, giunge a salvarla, quindi fuggono.

LA VERITA'
Quando la vede più calma le chiede finalmente, in nome di quella promessa fattasi l'un l'altra la prima notte di nozze, se lei è davvero una strega. Al che Claire è costretta a raccontargli tutto ma lui sembra crederle poco, così la porta a Craigh na Dun al cerchio di pietre e la costringe ad appoggiare le mani sulla famosa pietra. Vedendo che lei inizia a perdere i sensi come se si sentisse molto male, spaventato, la ritira in fretta e capisce che lei gli ha detto la verità e, finalmente, perchè ha più volte tentato di fuggire, prima e dopo il matrimonio, cosa ch
e puntualmente lui aveva scoperto e impedito.
Jamie decide c
osì di lasciarla tornare al suo tempo perchè nel 1743 per lei non ci sono altro che pericoli e violenze, mentre nel xx sec. c'è Frank che la aspetta e la ama. La lascia quindi nel cerchio e va via dopo aver appreso da lei che ci sarebbe stata una sanguinosa battaglia a Culloden tra scozzesi e inglesi - e la vittoria di questi ultimi,- a cui lui non può sottrarsi.
Rimasta intanto sola, Claire si fa un esame di coscienza prima di entrare nella spaccatura della pietra che la riporterà indietro nel futuro e deduce che non può abbandonare Jamie, il suo amatissimo e scapestrato marito scozzese e fa una scelta dolorosa ma di cui è sicura al 100%: resterà nel 700 al fianco di Jamie, nonostante sa che è vicina la data di Culloden.
Scende dalla collina di corsa e ritrova Jamie addormentato e addolorato nella stessa casupola
dove lo aveva visto la prima volta col braccio lussato. Felicissimo lui la conduce a Lallybroach, la terra di cui lui è capo clan, il cui motto è "Je suis priest", sono pronto, dove Claire conoscerà Jenny, sorella di Jamie, e Ian suo marito e amico d'infanzia di Jamie.
Jenny mostra subito di essere molto simile a suo fratello nel temperamento, pur non somigliandogli molto fisicamente, ma va d'accordo con Claire che la aiuterà perfino nel parto della sua seconda figlia.
Dopo un pò di tregua Jamie è denunciato da un suo colono agli inglesi perchè sa che intascherà la taglia che pende su di lui.
Jamie è infatti ricercato per un omicidio che non ha commesso e per la sua lingua lunga che gli ha causato solo guai, ma soprattutto è ricercato dal capitano Randall, innamorato di lui già da alcuni anni.
Claire, dopo averlo cercato per mari e per monti, riesce a intrufolarsi n
el carcere di massima detenzione di Wentworth, dove Jamie è rinchiuso, fortezza inespugnabile per i ribelli scozzesi condannati a morte. Lì dentro lo trova in una cella grande, riscaldata e pulita, ma incatenato e con una mano fratturata. Poco dopo vede entrare Randall e capisce che vuole servirsi di Jamie per i suoi squallidi giochetti, la notte prima dell'impiccagione di questi.
A questo punto Jamie sapendo di non avere ormai nessuna speranza fa un patto col perverso Randall: se lascerà andare via Claire sana e salva, lui accetterà le sue attenzioni. Randall accetta e accompagna Claire all'uscita sul cortile della prigione.
Ma Claire, non rassegnandosi facilmente, aiutata da alcuni uomini di Dugal e da un gentiluomo che abita nelle vicinanze, riesce a far evadere suo marito da Wentworth.

LA MALATTIA DI JAMIE

Pur contuso e ferito, nel corpo e nell'anima,
Jamie si salva e con lei si rifugia in Francia in un'abbazia di cui uno zio paterno, Alexander Fraser, ne è l'abate.
Qui il povero Jamie ha gli incubi peggiori, rivive i momenti delle violenze
infertegli da Randall e deperisce a vista d'occhio: è talmente disgustato da ciò che gli è successo che non ha più il coraggio di avvicinarsi alla moglie, pur amandola molto; arriva perfino a chiederle di lasciarlo per farla tornare indietro da Frank. Lei, naturalmente, non accetta ed escogita un modo per liberarlo dall'incubo: entra nella sua stanza di notte e finge di essere Jack Randall, facendogli rivivere, in questo modo, in sogno, i patimenti sofferti con l'inglese, avo di Frank. Dopo una serie di lotte finalmente Jamie sfiancato si addormenta a terra. Da quel momento si riprenderà effettivamente e inizierà a ritrovare pian piano la voglia di vivere e di essere felice accanto a lei, che gli annuncia con gioia, finalmente, di essere in attesa del loro primo figlio.

CONSIDERAZIONI CRITICHE
Il romanzo finisce così, come una storia indipendente dai restanti volumi,
perchè la Gabaldon quando lo scrisse non immaginava che avrebbe avuto tutto il successo che ha poi ottenuto. E' stato dopo che si è deciso un seguito.
La bellezza di questo libro, scritto in prima persona, sta soprattutto nella semplicità e nella originalità dell'idea. Claire non è una la solita bellona dal corpo perfetto che fa girare la testa a tutti gli uomini. Al contrario, è una donna normalissima che ha i
suoi pregi ma anche molti difetti che rendono molto umoristico il libro. E' un personaggio talmente reale che il lettore non fatica affatto ad immedesimarsi in lei.
Jamie poi è tratteggiato con una maestria e un umorismo che lo rende irresistibile. Ma la sua figura non è predominante sin dall'inizio, cioè non c'è un parallelo di capitoli che riguardano lui e Claire in maniera separata. La vicenda si sviluppa lentamente, così come avviene nella vita reale e lo troviamo progressivamente più presente nelle descrizioni così com'è sempre più presente nella vita di Claire.

SVANTAGGI?
Lo svantaggio di questo bellissimo romanzo di più di 800 pagine è quello che ti fa immedesimare troppo e che quando lo hai finito ti resta in bocca un amaro indicibile, perchè ti rendi conto che il libro è concluso, ma soprattutto perchè la storia non è reale e non sei tu ad averla vissuta.
Lo consiglio a tutti perchè erano molti anni che non leggevo un libro così coinvolgente e travolgente, perfino rispetto a quella storia pur bellissima di Tatiana e Alexander di Paullina Simons.
LA STRANIERA è un romanzo storico e di fantasia a momenti intesamente drammatico alternati ad altri di un umorismo esilarante che vi farà pensare solo a comperare i restanti volumi per leggere il sequel, che qui in Italia dovrebbe essere pubblicato, come al solito,giugno, credo, sempre però diviso in due voll. Staremo a vedere.
La reperibilità dei volumi è facile: in libreria, da internet o ebay dove si possono trovare a prezzi stracciati.
Fatemi sapere poi cosa ne pensate di questo libro stupendo, soprattutto chi lo leggerà per la prima volta invogliato dalla mia opinione.
A presto e buona lettura a tutti!

mercoledì 9 aprile 2008

ADMO (ASSOCIAZIONE DONATORI MIDOLLO OSSEO)

Cari amici quello che segue è un copia-incolla del post che molti amici hanno già inserito nel proprio blog. Lascio tutto così come l'ho trovato io, ma ci aggiungo un'esperienza personale. Eccola qui.

Diversi anni fa, in occasione del catechismo preparatorio alla prima Comunione, conobbi finalmente una bellissima bambina che conoscevo solo di vista. Si chiamava Gabriella. Era un gioiellino di rara bellezza. Aveva capelli nero-blu naturali e occhi nerissimi, che non avevo mai visto in nessun altro. Divenimmo molto amiche, nonostante lei fosse quasi un paio d'anni maggiore di me.
Dopo quell'occasione di contatto diretto ci perdemmo di vista.
Cinque anni dopo ci rincontrammo per caso ed entrammo a far parte della stessa comitiva di ragazzi. Inutile dire che, come sempre ero la più piccola, ma sugli altri questo non sembrava incidere più di tanto, anzi! Ripresi, insomma, i contatti con Gabriella, che divenne la mia migliore amica, quella a cui si confidano persino i sogni più proibiti sulle prime cotte e i primi batticuore per i ragazzi della nostra compagnia. In effetti, vivevamo talmente in simbiosi che finivamo sempre per innamorarci degli stessi ragazzi, contemporaneamente. E il bello era che nessuna delle due era gelosa dell'altra, se uno dei nostri prescelti preferiva l'una all'altra. Avevamo fatto, ancora così in erba, una sorta di patto cameratesco, molto maturo e razionale per quell'età! Che però funzionò al contrario delle scommesse che facevano i nostri amici: avremmo litigato sicuramente se un ragazzo avesse preferito l'una all'altra!
Non fu mai così! Tuttora siamo molto amiche, anche se viviamo in due città differenti e a tanti km di distanza. C'è sato, sì qualche dissapore, ma solo a causa di una terza "amica" che si era intrufolata nel nostro unico e idilliaco rapporto a due!
Non pensate che tra me e Gabriella ci fosse anche dell'attrazione fisica, che esulava dall'amicizia: tra me e lei c'era il sentimento più puro e più bello che ci possa essere al mondo, insieme all'amore per un uomo che si ama davvero, perchè quello che sto cercando di descrivere è la VERA, la più PURA AMICIZIA tra ragazze che ci possa mai essere! Anzi, anni dopo, proprio io fui l'artefice di un avvenimento importantissimo della sua vita.
Nel frattempo conoscemmo le nostre famiglie, andavamo al mare e a fare gite insieme ecc. e sua madre ebbe l'ultimo figlio, Luca, un bambino ancor più bello della "mia" Gabriella.
Tempo dopo, a causa di quella ficcanaso rubatutto (un paio d'anni dopo rubò perfino il ragazzo ad un'altra nostra cara amica), di cui ho detto prima, Gabriella si allontanò da me, ma solo temporaneamente. Poco più di un anno e mezzo dopo chiarimmo tutto e tornammo amiche più di prima, pur se con minor frequenza.
Ancora adesso credo che quel riavvicinamento sia stato destinato da una cosa precisa: il suo incontro col futuro marito, grazie alla mia poco collaborante mediazione.
Un bel giorno d'estate mi vidi chiamar da parte da un amico comune, perchè un altro ragazzo -che tra l'altro a me piaceva pure! (l'antico patto tornava a galla), voleva conoscerla. Io ci rimasi molto male, ma mi feci da parte perchè non serve a niente imporsi ad una persona che non ti pensa proprio, col risultato che se prima l'eri simpatica, poi le diventi intollerabile se t'imponi, e gliela presentai.
Poco tempo dopo Gabriella, pur poco convinta, si fidanzò con Michele e qualche anno dopo si sposarono, perchè la "mia" Gabriellina si era perdutamente innamorata di quel dolce e devoto ragazzo.
Nel frattempo ci eravamo di nuovo perse di vista, ma venni a sapere che un annetto più tardi del matrimonio col suo Michele nacque un bellissimo bambino che, per caso somigliava, quasi come una goccia d'acqua, al giovanissimo zio Luca, che si era AMMALATO di LEUCEMIA, in un modo irreversibile e gravissimo!!!
Non seppi niente fino a morte avvenuta, a poco più di 11 anni, proprio come il nostro Leonardo. A niente servirono il midollo delle due sorelle e dell'altro fratello. Quello del padre era vagamente compatibile, ma né quello della madre, né quello del nonno potè far nulla, né a nulla servirono tutti i viaggi all'estero nella vana speranza che quel bellissimo bambino si salvasse. Forse, se Gabriella avesse avuto prima il suo bambino avrebbe potuto col midollo di suo figlio salvare il fratellino! Chissà, sono tutte supposizioni. Niente, con Luca fu possibile e il dolore della sua mamma, nonostante l'arrivo del nipotino, non è mai guarito e Luca, adesso, è un angioletto tra i più belli che il cielo abbia mai avuto!

E' per questo, cari amici lettori, che ho voluto narrarvi la storia della mia splendida amicizia con la sorella maggiore di Luca, per farvi sapere che io HO VISTO QUANTO IL DOLORE ha distrutto quella madre e tutta l'intera famiglia.

FACCIAMO QUALCOSA PER LEONARDO, NON LASCIAMOLO A SE' STESSO E AIUTIAMO, PUR SOLO DIVULGANDO QUESTO POST, IN MODO DA FAR SENTIRE AI GENITORI, E A LEONARDO STESSO, CHE NOI SIAMO LORO VICINI E CHE NON CI SIAMO DIMENTICATI DI AIUTARLI.
GRAZIE A TUTTI A NOME DI LEONARDO E DEI SUOI GENITORI.

Chi scrive qui sotto è Fiorenzo:
"VI CHIEDO GIA' DA ORA DI CHIEDERE A TUTTI I VOSTRI FIDUCIATI, CONOSCENTI DI LEGGERE QUESTA PAGINA.

Vi parlo brevemente di Leonardo, un bellissimo bambino di 12 anni che da più di un anno è costretto in una stanza sterile del Poliambulatorio di San Giovanni Rotondo (l'ospedale di Padre Pio). Combatte contro l'aplasia midollare, in attesa di un trapianto di midollo osseo. In tutti questi mesi, il massimo di compatibilità che si è riusciti a raggiungere è del 50%, troppo pochi per un trapianto così delicato.
Io ho conosciuto Nicola, il padre, una persona davvero grande armato di una forza enorme e che non perde mai il suo sorriso.
Si fa in quattro per cercare giorno dopo giorno nuovi donatori che, in attesa del tanto sperato trapianto, donano i loro granulociti per permettere a Leonardo di vivere giorno dopo giorno.
Giovedì ho effettuato gli studi di compatibilità del sangue nell'ospedale di San Giovanni Rotondo e venerdì ho potuto donare anch'io i miei granulociti.
Ma non è abbastanza. In settimana cercherò di iscrivermi all'ADMO ed entrare anch'io nel circuito dei possibili donatori di midollo osseo.


Non sto ad allungare questo appello con inutili parole per renderlo più commovente, non c'è abbastanza tempo per questo!
Infatti copio ed incollo l'articolo che rende perfettamente l'idea, da un blog di un ragazzo, mio vicino di casa :

un aiuto per il piccolo Leo
Di Admin (del 07/04/2008 @ 00:34:11, in SALVIAMO UNA VITA, linkato 2 volte)
SAN GIOVANNI ROTONDO - Disperato ed accorato l'appello lanciato da Katia Spallone, di San Severo, mamma del piccolo Leo, che chiede aiuto a tutti per trovare un donatore di midollo osseo, che possa salvare il figlio. Il piccolo Leo ha urgente bisogno di un trapianto di midollo osseo. Ha soli dodici anni e anziché frequentare normalmente come tutti i bambini della sua età, la scuola e stare a giocare con i suoi compagni, Leo è rinchiuso in una stanza sterile del Poliambulatorio sanitario di San Giovanni Rotondo. Da circa un anno, Leo combatte giorno dopo giorno contro l'Aplasia Midollare, una terribile malattia contratta dopo un'infezione virale. Il suo midollo osseo non produce globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Recarsi c/o il Centri di Tipizzazione Tissutali siti negli ospedali. Il prelievo del midollo osseo avviene in anestesia generale, con un intervento della durata media di circa 45 minuti. Durante l'anestesia viene prelevata, mediante ripetute punture delle ossa del bacino, la quantità necessaria di midollo osseo, che è variabile in funzione dell'età e del peso del paziente (mediamente circa 600 cc). Dopo il prelievo si preferisce tenere il donatore sotto controllo per 12-24 ore prima di rinviarlo a casa e si consiglia in ogni modo un periodo di riposo precauzionale di 1-2 giorni. In più di 60.000 trapianti già effettuati in tutto il mondo, nulla è mai accaduto al donatore; solo un lieve dolore nella zona del prelievo, dolore che all'uscita dall'ospedale si è di norma trasformato in un indolenzimento destinato a sparire in poche ore. Al termine del prelievo del midollo osseo viene di solito trasfusa un'unità di sangue, precedentemente prelevata al donatore stesso circa una settimana prima. Tale procedura garantisce al donatore l'assenza dei noti rischi di infezione da trasfusione, in quanto viene trasfuso con il suo stesso sangue. Il midollo prelevato al donatore si ricostituisce nell'arco di una settimana circa, riportando quindi il donatore stesso nella situazione di partenza, senza alcuna menomazione. *Responsabile A I H ASSOCIAZIONE ITALIANA HANDICAPPATI TERMOLI -CB- (potete leggerlo anche direttamente sul web al seguente link :

http://www.antoniofasciano.com/dblog/articolo.asp?articolo=32

Questo invece, l'appello della mamma :

"Mi chiamo Katia Spallone, vivo a San Severo (FG) e sono la mamma di uno stupendo bambino di dodici anni di nome Leo, circa dieci mesi fa gli è stata diagnosticata una malattia molto grave l'APLASIA MIDOLLARE che avrebbe contratto con una INFEZIONE VIRALE. Questa patologia caratterizzata dall'insufficiente o pressochè nulla produzione da parte del midollo osseo,di tutti i tipi di cellule che normalmente vi si formano (globuli rossi,globuli bianchi e piastrine). La carenza di queste cellule e incompatibile con una vita normale o meglio, incompatibile con la vita stessa. Leo da più di dieci mesi vive in competo isolamento in una piccola stanza del reparto Onco Ematologia Pediatrica della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo dove ha ricevuto innumerevoli trasfusioni di sangue, piastrine e globuli bianchi, inoltre gli sono stati somministrati alcuni farmaci nella speranza di stimolare il suo midollo osseo dormiente. Tante sono state sino ad ora le terapie, senza effetti particolari su Leo se non quello di tenerlo in vita in attesa di un Angelo Donatore di Midollo osseo. Vi prego di aiutarmi ognuno di voi che sta leggendo queste righe umide delle mie lacrime che continuamente scendono dai miei occhi, POTREBBE SALVARE LA VITA DEL MIO BAMBINO! Divulgate questa notizie e ringrazio sin d'ora tutti coloro che vorranno impegnarsi per aiutarci in questo momento e vi abbraccio tutti caramente, come solo una mamma sa fare, reso in attesa di un ANGELO per il mio piccolo Leo!!!

http://www.antoniofasciano.com/dblog/articolo.asp?articolo=37
Voglio sottolineare una cosa importantissima, che molte volte spezza la volontà di iscriversi all'ADMO... non ci si può iscrivere pensando di poter donare ad una sola persona che si conosce o per la quale come in questo caso è stato chiesto di aiutare, bensì una volta fatto il primo prelievo e fatta la tipizzazione, si entra in una banca dati generale, ed il caso con la priorità più elevata avrà precedenza. Sappiate che dal momento che vi viene comunicato di essere compatibili con una persona in attesa di trapianto, anche se non dovesse essere Leonardo, voi col vostro assenso e quindi col vostro prelievo, SALVATE la vita di una persona, ricordatelo sempre.
Spero di aver acceso in voi almeno la disponibilità a diffondere questo appello, perchè non c'è niente di falso in quanto scritto (ho donato io stesso per lui) e soprattutto il tempo scorre inesorabile.

Se volete informarvi meglio e soprattutto sulle sedi più vicine alla vostra città, consultate il sito dell'ADMO (www.admo.it) dal quale potete accingere qualsiasi informazione. O più semplicemente, leggere anche gli altri articoli degli utenti di Ciao, che spiegano sicuramente meglio, nel dettaglio, di cosa stiamo parlando.
Ovviamente potete copiare ed incollare questa pagina ed inoltrarla anche via email a tutti i vostri conoscenti... Leo ve ne sarà grato."
Fiorenzo

martedì 8 aprile 2008

IN QUESTO MONDO DI LADRI!

Salve, amici, con questo post apro qui la sezione musicale, con la promessa che l'aggiornerò, per quanto mi è possibile e tempo permettendo.
In questo caso la inauguro col testo di Roberto Vecchioni, tratto dal suo ultimo album "Di rabbia e di stelle" (Universal
Music) poichè siamo in tempo di elezioni, questo testo, nonostante manchi il video, mi è sembrato fin troppo azzeccato.
E' in dialetto milanese, ma mi sembra abbastanza comprensibile. Se qualche blogger non lo comprendes
se del tutto mi avvisi perchè allegherò una traduzione in italiano.
Buon divertimento!


Mond lader (mondo ladro)

( R.Vecchioni-S. Pozzoli- R. Vecchioni))


Son chì, son là che cunti nient
e che ghe vègna on accident

ai cervellon, ai lazzaron del parlament.
Son chì che gh'hoo duu coeugg de matt
e son inii a ciappà i ratt
me borlen giò anca i ball e i sentiment.

Mi voraria savè quèll'òstia,
quel gran figlio di una bèstia
che on bèll dì m'ha saraa sù l'Alfa Romeo.
Sarò anche il figlio di on terron
ma rièssi nò a vèss on coion
e intant me brusa el bus del cuu... e marameo.


Mond lader
quèlla brutta loeuggia d'on mond lader
quèlla brutta tròia d'un mond lader
el cantava indeperlù mè pader.
Mondo ladro pieno di padroni
di cattivi che son tutti buoni

di sbarbati senza più i maroni.
Mond lader, mond lader.

E gh'hoo duu fioeu che parlen minga
hinn domà bon de cicciarà de cicciara' al telefonin
la tosa con l'anèllo al naso
anca incoeu l'è tatuada
in bel bamborin
la mia mise la vosa in ca' la vosa che la par uno strasciee
el mè padron el comunista
a fin del mes el me da nò i danee.

Mond lader
mì 'l so nò se gh'hoo de fà mond lader
mì 'l soo nò se pòdi fà mond lader
voraria savè doe el va domani
cosa ne sarà di me domani
che c'ho solo merda nelle mani.

Mond lader, domani.

Ieri rincorrevo il tempo
il tempo mi correva dietro
erano gli anni della fantasia
oggi son qui che guardo il cielo
con le sue rondini in volo
e son minga bon de scappa' via.


Gh'è più i tosan quèi d'ona vòlta
che la davn dree a ona pòrta

e la scighera l'era poesia
e te see denter in di oeugg
me trèma ancamò i genoeugg
la prima vòlta che sei stata mia.

Mond lader
mì te voeuri pròppi ben, mond lader
e son chì col coeur in man, mond lader
ti vorrei dare di più, mond lader
ma puttana tròia d'un mond lader
son staa minga bon de vèss on lader
cosa ne sarà di me domani
che c'ho solo merda nelle mani.
Mond lader, domani
Mond lader, domani
Mond lader, domani.

(Dal sito: © www.vecchioni.it)

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Le foto e le vignette sono miei inserimenti, il sito di Vecchioni non c'entra niente